Il giorno 26 settembre 2018 si sono riunite a Milano presso la sede della CNA le associazioni del noleggio con conducente, l'incontro è stato necessario per fare un punto sulla situazione dopo che ben due richieste d'incontro fatte al Ministro Danilo Toninelli sono rimaste inevase.

Come tutti sanno il 31-12-2018 scadrà l'ennesima proroga della sospensiva riguardante l'entrata in vigore del comma 1-quater dell'art. 29 DL 207/2008 che da 10 anni è congelato in attesa di una riforma della legge 15 gennaio 1992 n. 21 relativa ai servizi pubblici non di linea ed a tre mesi da detto termine alcun accenno alla vicenda è stato fatto dal Governo del cambiamento.

Dal 2008 ben quattro Governi si sono susseguiti senza che avessero risolto il problema delle imprese NCC e taxi e stiamo parlando di oltre 100.000 operatori del settore dei servizi pubblici non di linea, l'assenza delle Amministrazioni Pubbliche Locali, i Comuni, che hanno omesso di rilasciare un adeguato numero di autorizzazioni NCC, specialmente nelle grandi città, ha determinato un fenomeno che anche se del tutto legittimo sta portando la categoria del noleggio con conducente all'esasperazione poichè tacciata di abusivismo, l'incompetenza delle Polizie Locali che, in applicazione dell'art. 85 c.4 del CdS, blocca le attività di migliaia di operatori, crea disagio a questi ma sopratutto all'utenza, dando spesso ed scorrettamente la sensazione alla clientela che il servizio di NCC è un servizio abusivo.

Il grave danno economico norchè d'immagine di una categoria, quella dei noleggiatori, che paga regolarmente le tasse non può protarsi oltre, la confusione generata da una caotica normativa di settore non può pregiudicare le attività commerciali del settore e una legge ormai vuota di contenuti, come definita nella sentenza della IX Sez. del Tribunale di Roma allorquando rigettò la richiesta di alcune sigle taxi di oscurare l'applicazione UBER BLACK, crea solo caos che da spazio alle più disparate illazioni di chi in tutto questo ci sguazza o che mira ad ottenere dei vantaggi in seno la trasporto pubblico non di linea.

La preoccupazione tra le associazioni NCC è grande così come in ambito di quelle taxi che hanno già proclamato uno stato di agitazione, il Governo del cambiamento ora deve dimostrare che davvero vuole cambiare.

Intanto cresce tensione anche tra gli operatori NCC consapevoli che se dal 1 gennaio 2019 la modifica alla legge 21/1992 andasse in vigore chiuderebbero  le proprie imprese con gravi conseguenze anche a livello occupazionale per il paese Italia, infatti le unità lavorative nel settore sono circa 200.000, un numero che qualche problema creerebbe anche al Governo del cambiamento.

ANITraV intanto sta cercando di aprire canali di contatto con il Governo al fine di sensibilizzare chi di competenza a mettere mano sulla faccenda, la categoria si tenga pronta perchè, anche se preferiremmo non mettere in atto soluzioni di piazza, ci potrebbe essere necessità di far vedere quale forza è il settore NCC.

Il Presidente
Mauro Ferri
Roma lì, 28 settembre 2018
Nuova Volvo S90 per NCC


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