La fase di approvazione degli emendamenti nelle Commissioni prima e quinta della Camera dei Deputati si concluderà lunedì 10 febbraio 2020, gli emendamenti presenti nell'AC 2325 (conversione a legge del DL 162/2019) riguardanti le imprese del noleggio con conducente che chiedono la sospensione della modifica alla legge quadro del settore e l'apertura di un tavolo di trattativa per la ridefinizione della legge 21/1992 ad oggi sono stati ritenuti ammissibili dalle Commissioni parlamentari, ciò nonostante manca ancora l'approvazione necessaria per farli approdare nell'aula della Camera dei Deputati per la votazione definitiva.

Anitrav in questo contesto proclama lo STATO DI AGITAZIONE della Categoria degli operatori del noleggio con conducente al fine di sostenere quei parlamentari che stanno cercando di cambiare l'irragionevole modifica di legge con detti emendamenti.

I vertici dell'Associazione stanno monitorando costantemente quanto accade tra le mura della Camera dei Deputati, ponendo la massima attenzione sulla questione ed è per questo che viene chiesto alle imprese ncc di tenersi pronti a scendere nuovamente in piazza.

Le nuove regole di operatività per gli operatori ncc stanno producendo disoccupazione e decrescita del settore che vede, di giorno in giorno chiudere  imprese e disastri economici incombono sulla testa di piccoli e medi imprenditori che non riescono più a pagare dipendenti e oneri fiscali, con conseguente apertura di contenziosi con l'Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL.

Da uno studio dell'Associazione condotto a livello nazionale i dati sono significativi:
nel primo mese successivo all’entrata in vigore della legge tra gli iscritti Anitrav si è registrato un crollo dei ricavi settimanali medi (-70%) e delle richieste di servizio (-60%) e a causa dei ritardi dovuti all’obbligo di rientro in rimessa, il tasso di cancellazioni delle prenotazioni è più che raddoppiato (+112%).

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha individuato che la diminuzione degli operatori ncc sul mercato e l’aumento dei costi e dalla riduzione dell’accessibilità del servizio derivanti dall’obbligo di prenotazione dei servizi di noleggio con conducente in una sede fissa, comporta un danno per gli utenti pari almeno a 115 milioni di euro l’anno, la norma contestata per altro danneggia anche l'ambiente facendo raddopiare i chilometri di percorrenza degli operatori ncc, costretti a rientrare a vuito presso la propria rimessa prima di un nuovo servizio prenotato nella giornata lavorativa.

Se la modifica alla legge 21/1992, emanata nel 2019, non venisse sospesa nell'efficacia attuativa quasi la metà dei conducenti del settore NCC (circa ottantamila) perderà il posto di lavoro tra il 2020 e il 2021; solo a Roma e Milano sarebbero ad imminente rischio di rimanere disoccupati oltre cinquemila persone. E se si tiene conto anche dell’indotto (come le attività di segreteria e contabilità nelle imprese e nei consorzi, le attività di pulizia nelle rimesse, la manutenzione delle auto, in cui trovano impiegato altre decine di migliaia di persone), l’impatto è ancora più drammatico. Si tratta di un colpo importante all’economia del Paese, dato che l’intero comparto genera circa l’1% del PIL.

L'interesse generale del Paese è di gran lunga superiore di una modifica di legge costruita con l'intento di far crescere i guadagni degli operatori concorrenti al servizio del noleggio con conducente, senza peraltro combattere il vero abusivismo nel trasporto persone.
TUTTI GLI OPERATORI NCC SONO INVITATI A TENERSI PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA,
QUESTA VOLTA A SOSTEGNO DELLE FORZE POLITICHE CHE STANNO CERCANDO DI PORRE FINE AL DISASTRO DETERMINATO DAL PRECEDENTE GOVERNO AL SETTORE NCC.

Il Presidente
Mauro Ferri

 
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