Roma, 22.10.2019
 
"La Lega Salvini promuove una manifestazione in Piazza Epiro avente per scopo la raccolta firme contro l’attuale sindaca Virginia Raggi. #raggidimettiti
Mi precipito in zona, dove tra l’altro abbiamo i nostri uffici, nel tentativo di “strappare” l’attenzione dell’ex vice –premier nei confronti di una problematica divenuta di dominio europeo, proprio in virtù della procedura di infrazione realizzata dalla Commissione Trasporti UE nei confronti dello Stato Italia -grazie ad una proficua e decisiva attività promossa da A.N.I.Tra.V.- nonché al ricorso in Corte Costituzionale promosso dalla Regione Calabria avverso l’Art.10Bis.
Detto, fatto. L’ex Ministro dell’Interno mi accoglie pensando fossi uno dei tanti che presidiava il luogo con l’intenzione di vantare l’ennesimo selfie con lui, ma evidentemente le mie di intenzioni erano tutt’altro.
Gli chiedo quindi un incontro, successivamente al suo consueto giro di rito tra i commercianti del Mercato Rionale della Piazza, e promette che lo farà.
Cosi è stato! Matteo Salvini, dopo circa trenta minuti, scende nei nostri uffici. Con lui tutto il suo entourage, il quale, spingeva ad un incontro brevissimo per via di importanti impegni in Senato da lì a poco. Lui però insiste e vuole dedicarci del tempo per ascoltare le nostre difficoltà che ormai si ripercuotono nel settore del Noleggio Con Conducente.
Ha inizio la conversazione. Il vice-premier appare incuriosito e si destreggia trovando vie di fuga nei suoi soliti sguardi che lasciano intendere tutto il suo ipotetico non sapere. Lo pungo più volte sulle sue innumerevoli possibilità che avrebbe avuto quando era in carica al vecchio Governo e quindi quello sguardo impreparato diventa guardingo. Si informa e mi chiede com’è la situazione. Rispondo con il tentativo di racchiudere in una manciata di minuti tutti i seri problemi causati da un malsano atteggiamento dei suoi allora adepti Edoardo Rixi ed Elena Maccanti, i quali non ci hanno mai dimostrato una reale linea di confronto, anzi, facendoci palesemente recepire un atteggiamento totalmente avversivo nei confronti del mondo NCC e pienamente a favore del mondo Taxi.
Spiego lui, in sintesi, le problematiche causate dalle varie amministrazioni capitoline che si sono succedute negli ultimi vent’anni, ovvero, il mancato rilascio di autorizzazioni NCC.
Mostro quindi con orgoglio quel che la nostra realtà rappresenta, ovvero, un’ampia frangia delle imprese che svolgono con onestà e dedizione le proprie attività lavorative.
Osserva i nostri faldoni contenenti i cedolini delle paghe, gli f24 inerenti tutte le tasse.
Appare realmente “toccato” e ripete più volte che, a suo avviso, proprio in virtù di un’elevata domanda di mercato in termini di mobilità, entrambe le realtà (TAXI e NCC) possano serenamente coesistere, basta riuscire a trovare il giusto compromesso legislativo. Faccio notare nuovamente che avrebbe avuto una grande possibilità quando era in carica, ma per cui evidentemente non ha mai mosso un dito!
Gli nomino il confronto televisivo con la nostra collega Marta, quando con arroganza ci liquidò sviando sullo svapo. Gli faccio riferimento ad Uber, rafforzando proprio il suo concetto, “che la mobilità sta cambiando e pertanto, soprattutto per i continui flussi in aumento dei turisti a Roma per esempio, c’è sempre più necessità di aziende pronte a soddisfare tale domanda” e che quindi la multinazionale californiana potesse esser presa come esempio proprio come idea di sviluppo della mobilità e che potesse appunto creare dei vantaggi ad entrambi i settori, sfruttando le innumerevoli potenzialità che uno strumento tecnologico avanzato possieda e soprattutto l’esatto punto di incontro tra domanda ed offerta e quindi un vantaggio non indifferente per i turisti stessi. A tal fine, sottolineo, come Uber sia stata messa alla gogna, nonostante potesse recare soltanto dei vantaggi e come invece hanno continuato ad esistere senza nessun tipo di problema le App create ad hoc dal settore taxi.
Sostiene che è evidente che qualcosa che non va c’è. Che tutto questo non ha ragione di esistere e quindi rincaro la dose, facendogli notare con tono seccato, che questo è stato necessariamente causato da quella lobby che lui stesso conosce benissimo, quella tassista. Lui mi guarda ed annuisce come per dire: “Purtroppo, è questo il vero problema!”.
Gli rinnovo i miei auguri per riprendersi in mano quel che gli è sfuggito, ma soltanto a patto che nei suoi programmi includa la nostra causa, aumentando la tutela nei confronti di una categoria che c’è, esiste e paga le tasse! Diversamente, per me e per tutti i colleghi, potrà continuare a fare seflie in giro!"

Il Direttore
Marco Palumbo