In queste ore il settore del noleggio con conducente (ncc), che comprende appunto circa 80.000 piccole e medie imprese e circa 200.000 unità lavorative è in stato di agitazione poiché, ad oggi, alcuna notizia è pervenuta sulle intenzioni del Governo in merito alla imminente scadenza dei termini di proroga della sospensione dell’efficacia de c. 1-quater art. 29 legge 27 febbraio 2009 n. 14, prevista per il 31-12-2018.

Dopo le manifestazioni di protesta del 29 novembre e quella del 6 dicembre, che hanno visto la partecipazione di circa 10.000 tra operatori e lavoratori in rappresentanza della categoria, il giorno 12 dicembre dalle ore 09.00 alle ore 12.00 gli NCC torneranno su tutte le piazze italiane al fine di mantenere alta l'attenzione sulla vicenda che li coinvolge, a Roma la manifestazione si terrà a Piazza Santissimi Apostoli
 
La norma in questione pretendeva di modificare, con restrizioni anacronistiche ed incostituzionali, la legge 15 gennaio 1992 n. 21, Legge Quadro per gli autoservizi pubblici non di linea e veniva, in modo maldestro, inserita nel milleproroghe emanato con DL 207/2008, evitando l’iter parlamentare d’obbligo per le modifiche di legge di tale portata, nonché, nello stesso giorno di conversione a legge del DL 207/2008 (L. 27/02/2009 n. 14), l’allora Consiglio dei Ministri (Governo Berlusconi e Lega), compresa la portata dei danni che tale modifica avrebbe determinato, ne sospendeva l’efficacia.
 
La sospensione della modifica alla legge 15 gennaio 1992 n. 21 sopra accennata, veniva poi più volte prorogata nel corso dei successivi 10 anni con lo scopo di poter riformare la normativa sui servizi pubblici non di linea, ma purtroppo i 5 Governi susseguitisi non sono stati in grado di farlo, sino ad arrivare ad oggi con la scadenza del 31/12/2018 che incombe come una Spada di Damocle sugli operatori ncc.
 
Queste le gravi ripercussioni che, in assenza di una ulteriore proroga della sospensiva del c. 1-quater art. 29 legge 14/2009, l’entrata in vigore di tale norma avrebbe sulle imprese del settore ncc:
1.       Immediata chiusura delle attività di circa il 70% delle imprese ncc;
2.       Impossibilità di esercizio del rimanente 30% delle imprese;
3.       Perdita di un numero spaventoso di posti di lavoro.
 
Nel corso di questi ultimi anni sia l’AGCM che l’ART, con atti di segnalazione al Governo e Parlamento hanno evidenziato la necessità di modificare radicalmente la legge Quadro per gli Autoservizi Pubblici non di Linea, entrambe  nei  loro interventi hanno cercato di abbattere quelle restrizioni poste in essere dal suddetto comma “1 quater”, in particolar modo l’AGCM proponeva già dal 2014 una riforma concorrenziale volta ad abolire “i vincoli territoriali previsti dalla normativa di settore che limitano l’esercizio dell’attività al territorio Comunale che ha rilasciato l’autorizzazione” (Segnalazione a Governo e Parlamento - 2014).
 
L’ART, interveniva asserendo che “il servizio di NCC non è soggetto ad obblighi di servizio pubblico” e su “la necessità di ridurre le differenze tra i diversi ambiti del trasporto non di linea per aumentare la concorrenza tra il servizio taxi e quello di NCC” (Segnalazione a Governo e Parlamento – 2015).
 
Nelle relazioni tecnico/illustrative, delle varie proroghe della sospensione dell’efficacia di dette restrizioni, viene sistematicamente riportato quale motivazione posta a fondamento delle proroghe: “la proroga (…)… si rende necessaria, in quanto la normativa introdotta dall'articolo 29, comma 1-quater del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, che ha apportato modifiche sostanziali alla legge quadro 15 gennaio 1992, n. 21, in materia di trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, presenta notevoli profili di criticità, sia sotto il profilo costituzionale che comunitario e risulta, peraltro, di problematica attuazione, alla luce di alcune carenze sostanziali di carattere ordinamentale”.
 
Così il Presidente dell'ANITraV Mauro Ferri"Non possiamo credere che il Governo del Cambiamento, alzi il tiro contro l’Europa per riformare e dare crescita alle imprese del nostro Paese ed al contempo faccia invece entrare in vigore una norma che decrescerebbe il valore economico/occupazionale delle imprese italiane, influendo in negativo di mezzo punto percentuale sul PIL, infatti il volume di affari del settore del noleggio con conducente è di oltre 5miliardi di euro l'anno." 
 
 
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