Mauro Ferri (Presidente Nazionale ANITraV) “Si sappia che questa volta le imprese del noleggio con conducente  non staranno a guardare, hanno chiesto insieme a 13 sigle sindacali del settore NCC e TAXI un intervento del Governo per riformare la legge sugli autoservizi pubblici non di linea, modificata nel 2008 in modo anacronistico e restrittivo soprattutto per il noleggio con conducente, ma all’incontro del 9 novembre u.s. il sottosegretario Michele Dell’Orco non è stato in grado di dare una risposta, riservandosi di farlo dopo un confronto con il Ministro Toninelli e la Lega.”
 
Questa la reazione dei noleggiatori con conducente dopo l’incontro tenutosi il 9 novembre u.s. con il Sottosegretario del  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Michele Dell’Orco.
                                                                                                                                  
Roma, 10 novembre 2018 – Dopo l’incontro tenutosi presso il Ministero dei Trasporti con il sottosegretario Dell’Orco, le Associazioni di categoria si attendono dal Governo un’ulteriore sospensiva della modifica alla legge 15 gennaio 1992, fatta nel 2008 dall’art. 29 c. 1-quater DL 207/2008, al fine di riformare una legge vecchia e non in linea con le esigenze del mercato del trasporto persone.
 
“Non accetteremo né permetteremo che venga fatta entrare in vigore una norma di legge già sospesa nell’efficacia attuativa da 10 anni e da ben quattro Governi, e se l’attuale Governo pensasse invece di fare entrare in vigore tale modifica, si dovrà allora assumere la responsabilità di mettere in crisi un settore che comprende 80.000 imprese e 200.000 unità lavorative sul territorio nazionale. Il comparto NCC da oltre 10 anni sta vivendo forte preoccupazione determinata da una modifica alla legge di categoria che, se pur sospesa nella sua efficacia attuativa, dà indeterminatezza nelle politiche industriali delle imprese esercenti attività di NCC” - continua il Presidente dell’Associazione nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori - “Credo sia giunta l’ora di porre fine a questa assurdità tutta italiana e mettere seriamente mano al sistema dei servizi pubblici non di linea, seguendo un principio di interesse generale, aggiornando una norma ormai vecchia di 26 anni, tenendo conto nella regolamentazione anche delle notevoli innovazioni tecnologiche sopraggiunte. Il servizio di noleggio autovetture con conducente non può ovviamente rimanere vincolato ad una normativa che prevede anacronistiche restrizioni all’esercizio dell’attività. Nelle grandi città come Roma (1.000 NCC e 8.000 taxi) e Milano (230 NCC e 5.000 taxi) è da sottolineare che le Amministrazioni Pubbliche Locali non rilasciano titoli autorizzativi da 26 anni e le imprese NCC, per far fronte alla crescente richiesta di mobilità dei cittadini, si sono trovate costrette a reperire autorizzazioni in comuni diversi da dove hanno la propria sede, lo hanno fatto in modo legittimo secondo il dettato della legge 21/1992, partecipando a bandi di concorso per il rilascio dei titoli.”
 
Giulio Aloisi Consigliere Nazionale ANITraV: “La categoria NCC dopo anni di contrasti con il settore taxi ha finalmente trovato un accordo con quest’ultimo, stipulando un protocollo d’intesa sottoscritto da ben 13 sigle sindacali di autorevole rappresentatività, condividendo la necessità di spostare le competenze per il rilascio delle autorizzazioni NCC dai comuni alle regioni, aggiornare il contingente delle autorizzazioni con una norma transitoria che tenga presente l’attuale operatività delle imprese NCC nelle grandi città,  territorializzare l’operatività degli NCC all’interno delle regioni di appartenenza e di regolamentare le applicazioni tecnologiche per evitare distorsioni nel mercato del trasporto persone”.
 
“Nella riunione tenutasi al MIT il 9 novembre u.s. il Governo, nella persona del Sottosegretario Michele Dell’Orco, non ha fornito, alle sigle sindacali presenti, alcuna indicazione in merito alla scadenza del 31 dicembre 2018, giorno in cui terminerà la sospensiva dell’efficacia della modifica alla legge 21/1992, né tanto meno sulla riforma della legge quadro sui servizi pubblici non di linea. Tale situazione di fatto accresce tensioni, inquietudine e preoccupazione tra gli operatori NCC che pertanto si riuniranno in assemblea nazionale il giorno 12 novembre per decidere le iniziative da intraprendere per tutelare il loro diritto al lavoro e la sopravvivenza delle loro famiglie”.
 
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