A seguito di un comunicato ANSA di alcune sigle sindacali del settore taxi, ove veniva indicato un numero di imprese NCC italiane pari a 7.000, con l'intento di ingannare i soggetti politici che in queste ore devono decidere su cosa fare del comparto delle imprese del noleggio con conducente, il nostro Presidente Mauro Ferri ha ritenuto doveroso rispondere alle sciocchezze espresse nel comunicato inviato da 5/6 rappresentanti di sigle sindacali taxi all'ANSA 

Si riporta di seguito il Comunicato inviato dall'ANITraV all'ANSA:

"Leggo il comunicato di alcune sigle sindacali del comparto taxi che quantifica il numero delle autorizzazioni NCC in tutta Italia in circa 7.000. Quanto dichiarato non solo è palesemente falso, ma dimostra con quanta malafede dette sigle stiano portando avanti, da anni, una battaglia nei confronti delle imprese di NCC utilizzando un illusionismo sterile. Infatti loro stessi, su precedenti comunicati, indicano in 7.000 il numero degli NCC iscritti nella lista bianca comunale per l’ accesso alla ZTL di Roma; ciò sarebbe impensabile considerando che solo a Milano se ne registrano altri 6.000.
Cala così il sipario su una rappresentazione teatrale messa in scena da attori improvvisati che merita solo fischi!
 
Appare evidente, se fosse vero, che se le autorizzazioni rilasciate in tutto il territorio italiano corrispondessero a 7.000, quale fastidio potrebbero dare al servizio taxi? Conseguentemente è altrettanto evidente, che tale esiguo numero non ravviserebbe certo la necessità di emanare o far entrare in vigore una norma che ponga forti ed anacronistiche restrizioni agli operatori del noleggio con conducente, norma che le stesse sigle sindacali del settore taxi hanno  fortemente voluto nel 2008,  spingendo la politica all’emanazione  di una modifica restrittiva alla norma che regolamentava il settore NCC,   attraverso un percorso incostituzionale,  mediante l’inserimento di un emendamento a loro favore nel “milleproroghe” di quell’anno.
Notoriamente la modifica di una legge deve passare attraverso il giusto iter parlamentare e non certo essere inserita in un “milleproroghe”, strumento che serve esclusivamente a prorogare termini in prossima scadenza.
Tale illecita procedura, violando l’ordinamento costituzionale, nel caso di specie, ha reso l’esercizio del noleggio con conducente da attività sino ad allora regolamentata dalla legge quadro di settore, in un inferno.
 
Per finire, preciso che le imprese del noleggio con conducente sono di gran lunga superiori ai numeri dichiarati nel comunicato dei tassisti e comprendono una categoria che offre circa 200.000 posti di lavoro, con un volume di affari corrispondente ad oltre 5 miliardi di euro, pari a mezzo punto percentuale del PIL. Cancellare questa categoria per favorire l’illusionismo dei tassisti, di cui è impossibile quantificare il gettito economico e fiscale, sarebbe una follia ed altrettanto lo sarebbe nel lasciare il monopolio del mercato del trasporto persone nelle mani di un unico soggetto, in palese violazione dell’art. 41 della Costituzione Italiana."