COMUNICATO STAMPA
 
Analisi sull’impatto del nuovo regime in materia di trasporto pubblico non di linea sui titolari di autorizzazione NCC aderenti ad ANITraV
 
L'Associazione Nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori (ANITraV) ha condotto un'analisi di impatto della riforma del settore del trasporto di autonoleggio con conducente, di cui alla D.L. 135/2018, come convertito dalla L. 12/2019, ad un mese dall’entrata in vigore del regime sanzionatorio.
 
Tale indagine, in particolare, ha avuto ad oggetto i dati relativi ai 30 giorni antecedenti alla data del 14 maggio 2019 a confronto con quelli relativi al periodo successivo di eguale durata, anche tenuto conto delle risultanze dei fogli di servizio degli iscritti ANITraV.
 
Innanzitutto, ANITraV denuncia con preoccupazione che da tali dati emerge una flessione media settimanale dei ricavi dei propri iscritti pari a circa il 70%, con un impatto significativo sulle famiglie e sull’intero settore.
 
Nel complesso le stime condotte internamente fanno presumere che l’intera platea ANITraV, pari a circa 2.800 autorizzazioni NCC, a un solo mese dall’introduzione del nuovo quadro normativo, abbia perso un ammontare complessivo pari a circa Euro 19.000.000,00.
 
Tale condizione comporta un netto calo occupazionale, le oltre 400 imprese intervistate hanno dichiarato che gli effetti della nuova normativa si traducono in una cessazione dei rapporti di lavoro pari ad almeno il 35% del personale impiegato, nonostante i dati storici nel periodo di alta stagione abbiano sempre evidenziato un incremento delle assunzioni di personale qualificato, dagli autisti al personale di banco.
 
Tale situazione, determinata dalla nuova normativa del settore NCC, danneggia in modo inequivocabile le famiglie degli operatori del comparto. Inoltre, essa ha determinato un evidente danno al tessuto economico che ruota intorno al settore automobilistico. Rappresentativo in questo senso è ad esempio il dato relativo al crollo di vendite di nuove autovetture Mercedes adibite al servizio NCC (circa -7% riferibile al settore su un crollo totale di vendite pari a circa il 16% - Fonte Sole 24h).
 
Paradossalmente, a fronte dei tagli di cui sopra, si riscontra un aumento d’inquinamento determinato dai maggiori chilometri che le autovetture sono costrette a percorrere "a vuoto" per conformarsi all'obbligo di rientro in rimessa al termine di ogni singolo servizio svolto. Dall’analisi emerge, infatti, come l’introduzione dell’obbligo di rientro in rimessa abbia effettivamente determinato il preannunciato incremento tra il 90% e il 100% dei chilometri percorsi. Tale dato rappresenta una evidente conseguenza del sostanziale raddoppio del percorso necessario ad effettuare il rientro in rimessa, posto che l’aggravamento delle condizioni economiche del settore non ha neppure consentito l’incremento delle rimesse aggiuntive previste dalla normativa.
 
E’ evidente come tale incremento si ripercuota sensibilmente sulle condizioni di traffico esistenti che, in particolare nelle città di Roma e Milano, si tramutano in un peggioramento oggettivo delle condizioni di salute e vivibilità del territorio urbano, tutto ciò anche in contrasto con la regolamentazione locale che, anche attraverso l'adozione di aree ZTL, cerca di limitare l’inquinamento atmosferico.
 
All’introduzione del rientro in rimessa, inoltre, è corrisposto un crollo verticale dei servizi completati rispetto a quelli richiesti. In generale, nei 30 giorni successivi all'entrata in vigore del regime sanzionatorio, ANITraV ha riscontrato un crollo delle richieste di servizio pari a circa il 60%. Tale crollo risulta ancor più significativo nella cerchia di iscritti ANITraV che utilizzano piattaforme di intermediazione quale strumento per il reperimento dei servizi di trasporto. In particolare, nello stesso periodo di riferimento, l’utilizzo della applicazione Uber in termine di ore settimanali risulta crollato, tra gli iscritti ANITraV, di circa il 75%. Tale crollo di utilizzo della piattaforma, nelle città di Roma e Milano, appare giustificato dall’impossibilità, da parte degli iscritti ANITraV, di soddisfare le esigenze di trasporto di soggetti che richiedono un servizio di trasporto celere ed innovativo. Le peculiarità di tale piattaforma, infatti, risultano incompatibili con il nuovo quadro normativo, caratterizzato dal rientro in rimessa e dalla burocrazia connessa all’utilizzo del foglio di servizio in formato cartaceo. Da una indagine circoscritta agli iscritti ANITraV che a tutt’oggi utilizzano tale piattaforma è stato riscontrato, nei trenta giorni successivi all'entrata in vigore del regime sanzionatorio, un crollo del 30% del tasso di completamento delle corse prenotate. Tale tasso è inficiato dall'incapacità di individuare vetture disponibili, dalla rinuncia dell'autista a causa dell'eccessiva distanza tra luogo di rimessa e di prelevamento dell'utente, nonché dalle cancellazioni dei clienti stessi dovute al prolungamento dei tempi di attesa. In particolare, il tasso di cancellazione delle prenotazioni da parte degli utenti, che rappresenta solo una delle componenti che incidono sul generale tasso di completamento delle corse effettuate dalle imprese associate ANITraV, risulta più che raddoppiato (+112% sui 30 giorni antecedenti).
 
Alla luce di quanto sopra, ANITraV esprime le sue più forti preoccupazioni per il futuro del settore e invita il Governo ad intervenire immediatamente per evitare ulteriori danni alle imprese di questo settore, che da sempre, hanno collaborato alla crescita del PIL con un apporto stimato intorno allo 0,5% (1% del PIL italiano = 15MLD – 60.000 NCC X 130.000 euro= 7,8MLD). Deve tenersi inoltre conto dei danni arrecati ai cittadini che si vedono privati di un servizio alternativo a un già insoddisfacente trasporto pubblico, nonché di quelli arrecati ai turisti, i quali si trovano costretti a lunghe code per ricorrere a mezzi di linea e non di linea alternativi (in primo luogo il servizio taxi), sconcertati per l’impossibilità di utilizzo di sistemi innovativi tecnologici ormai assenti soltanto in Italia.
 
Rimane a tutt’oggi incomprensibile come, nonostante le richieste di sospendere l’efficacia della modifica alla legge da parte delle imprese NCC, i pareri negativi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), dell’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti (ART), delle Regioni (Conferenza Unificata), dei Comuni (ANCI), l’avvio di una procedura d’infrazione (EU-PILOT) da parte della Commissione UE e un ricorso pendente in Corte Costituzionale, il Governo resti immobile difronte alla situazione illustrata ed al dramma di migliaia di imprenditori e delle loro famiglie.
 
Il Presidente
Mauro Ferri