L'ennesima segnalazione dell'AGCM al Governo italiano è datata 21 ottobre 2019, numerose le segnalazioni e gli inviti dell'Antitrust ai vari Governi italiani, che dal 2008 ad oggi si sono susseguiti, riferiti alle assurde restrizioni poste all'esercizio del noleggio con conducente. La prima nel 2009 e così via sino ad arrivare ad oggi dove il nuovo Presidente AGCM Roberto Rustichelli peraltro sollecita "una revisione della normativa, nel senso auspicato dall’Autorità, potrà altresì rendersi necessaria anche alla luce della procedura EU Pilot 9411/19/MOVE di recente avviata dalla Commissione Europea e in ragione dei futuri sviluppi della suddetta procedura".

Ma cosa auspica l'Antitrust?

"l’Autorità ritiene necessaria una riforma organica e complessiva del settore della mobilità non di linea che tenga conto: dell'esigenza di procedere quanto più possibile a un'equiparazione tra i servizi taxi e le altre forme di mobilità non di linea; dell'ingresso nel settore di nuovi servizi a forte contenuto tecnologico, che hanno modificato radicalmenteil paradigma di funzionamento del settore stesso, rendendo obsoleta la legge quadro 21/92; dell'esigenza di introdurre misure a favore degli operatori soggetti a obblighi di servizio pubblico per compensare gli effetti dell'apertura e dell'allargamento del settore.
Nelle more di tale processo di riforma, che comunque l'Autorità ritiene oramai improrogabile, si auspica, come intervento di breve periodo, la modifica- ovvero l'eliminazione - di quelle norme definitivamente introdotte nella legge n. 21/1992 dall'art. 10-bis del decreto 135/2018, convertito con la legge 12/2019, idonee a mantanere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea."


Ora la palla passa al Governo GialloRosso che dovrà decidere se seguire le indicazioni dell'Autority oppure rischiare l'apertura della Procedura d'infrazione da parte della Commissione UE ed ancor peggio vedere annullato l'art. 10-bis della legge 12/2019 dalla Consulta con conseguente liberalizzazione totale del comparto NCC, e si, perchè la nuova normativa ha abrogato la vecchia 21/1992 e l'annullamento non comporterebbe in automatico la riviviscenza della precedente legge,  (nella giurisprudenza di legittimità, l’effetto automatico della reviviscenza della norma abrogata da norma poi a sua volta abrogata è stato escluso dalla sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite, del 7 dicembre 2007, n. 25551, secondo cui l'abrogazione della disposizione che modifica o sostituisce quella precedente non comporta la sua reviviscenza). 

ANITraV auspica che i comparti taxi ed NCC trovino una soluzione definitiva all'annosa vicenda che consenta agli operatori di entrambe i settori di lavorare con serenità immediata e duratura.

Il Presidente
Mauro Ferri