Le Associazioni Sistema Trasporti, Anitrav, Associazione Ncc Italia, Comitato Air e Asincc oggi diserteranno il terzo appuntamento al MIT perchè è palese che alcuna intenzione del Ministro Salvini è di riportare circa 30.000 imprese del settore NCC all'interno di una condizione di esercizio in linea con i principi costituzionali di ragionevolezza, abbattendo ogni discriminazione tra gli operatori esercenti i servizi pubblici non di linea.

"Riteniamo che non vi siano le condizioni per rispondere alla convocazione al ministero prevista per oggi e contestualmente annunciamo lo stato di agitazione". Lo affermano, in una nota, le cinque maggiori associazioni di Ncc - Sistema Trasporti, Anitrav, Associazione Ncc Italia, Comitato Air e Asincc -, ricostruendo quanto avvenuto nelle ultime ore quando "sono stati bocciati in commissione trasporti tutti gli emendamenti, compresi quelli di maggioranza, che avevano lo scopo di ridurre l'impatto dell'art.85/4 del codice della strada". "Ricordiamo che l'Ncc italiano è l'unica categoria in Europa a cui si può fermare l'attività per qualsiasi presunta infrazione da 2 a 8 mesi senza che si sia nemmeno pronunciato un giudice - spiegano -. Anzi, abbiamo prodotto centinaia di sentenze che hanno dato ragione agli operatori quando ormai avevano scontato il fermo per intero. Eppure, per il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, questi emendamenti dovevano essere bocciati e così è stato. Ci sembra chiaro che non si tratti più di leggi, operatività e mobilità, ma si tratti della campagna elettorale per le elezioni europee in cui il ministro punta al voto dei tassisti e abbia deciso di ottenerlo portando in dono lo scalpo della nostra categoria". Pensiamo che non vi possa essere alcuna concertazione in un ambiente così sfacciatamente di parte. Infine, dobbiamo rigettare quella narrazione falsa che vuole gli emendamenti bocciati per una presunta trattazione degli sgessi temi al tavolo in corso al Mit dove, in realtà, si sta parlando solo di decreti ministeriali che non possono in alcun modo modificare una legge o ancor peggio il codice della strada. Chiusa questa finestra ci vorranno anni prima di poter affrontare di nuovo la questione", concludono. Un duro colpo alla mobilità e all'immagine del paese dopo le figuracce internazionali dell'anno scorso destinate a ripetersi. Sarà ancora l'utenza a pagare il prezzo con le interminabili attese di taxi introvabili o di ncc, fermi in rimessa in attesa di un'udienza da un giudice di pace

L'invito a disertare l'incontro è esteso a tutte le Sigle che hanno davvero a cuore le condizioni del settore che dovrebbero rappresentare.

Segreteria di Presidenza
 

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