In occasione dell'incontro del 2 dicembre 2020 con il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, in cui si da inizio alla fase di discussione dei decreti attuativi stabiliti dalla l. 12/2019 art. 10-bis in merito al “Foglio di Servizio”, “REN” e “APP” riferiti al Noleggio Con Conducente, A.N.I.Tra.V., nella persona del presidente Mauro Ferri, invia al ministero una nota con osservazioni imprescindibili che di seguito riportiamo:
"La tortuosa vicenda che ha accompagnato l’iter legislativo della modifica alla legge 15 gennaio 1992 n. 21 è ben nota a questo Ministero, come è altrettanto nota la posizione di quasi tutte le Associazioni che rappresentano il settore delle imprese di noleggio con conducente e che sono poche ed insignificanti le voci fuori dal coro, appartenenti a rappresentanze locali o a quelle che racchiudono al proprio interno entrambe le anime contrapposte dei servizi pubblici non di linea (taxi e NCC).
Poi esiste la rappresentanza del mondo taxi, che di fatto è quella che si pregia di aver legiferato per conto del settore del noleggio con conducente e che dal 2008 è intenta a modificare le regole di esercizio per quest’ultimo comparto, nel tentativo di consolidare il proprio monopolio del mercato sul trasporto persone nelle grandi città, come ad esempio Roma e Milano.
Infatti, le restrizioni al noleggio con conducente, a seguito dell’approvazione dell’art. 10-bis, nonché l’effettiva entrata in vigore dell’art. 29 c. 1-quater l. 14/2009, tendono a limitare l’esercizio dell’attività delle imprese NCC, imponendo un’anacronistica burocrazia che le ingesserà e le esporrà a sanzioni irragionevoli come quelle a cui già oggi gli operatori di detto settore sono assoggettati.
Gli interventi di parere negativo dell’AGCM e dell’ART, presentati nel corso delle audizioni alla IX Commissione della Camera dei Deputati, in fase di conversione a legge del DL 143/2018, di cui il medesimo contenuto ha dato corpo all’art. 10-bis in fase di conversione del DL 135/2018, nonché la Sentenza n. 56/2020 della Corte costituzionale, non possono che portare ad una rivisitazione della normativa sui servizi pubblici non di linea, un atto che necessariamente deve essere inserito nell’agenda politica.
In merito al Foglio di Servizio da non trascurare poi l’ammonimento del Garante della Privacy che ha rilevato una violazione del Regolamento Comunitario.
Spiace constatare che tali aspetti non vengano neanche presi in considerazione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e soprattutto dalla politica, che invece persevera a sottoporre alle imprese NCC proposte di irragionevoli e contorti Decreti attuativi al fine di completare il singolare percorso legislativo iniziato a fine 2018 e che ha visto nelle aule parlamentari un forte dibattito di contrapposizione da parte di forze politiche che ora sono maggioranza di Governo.
Dopo decine di richieste inviate al MIT, come anche alle forze politiche, concernenti proposte di modifica della legge 15 gennaio 1992 n. 21, nonché richieste di emanazione di circolare esplicativa sulle modifiche di legge in merito a contratti con enti pubblici o privati, nonché contratti di servizio consortili, non avendo ricevuto alcun riscontro e dopo l’incontro con il Premier Conte, il quale ha mostrato sconcerto sulla situazione del settore NCC, la scrivente Associazione ritiene inaccettabili i Decreti proposti  e per quanto, pur essendo presente, ha delegato due rappresentanti del Coordinamento nazionale NCC a rappresentarne le motivazioni di rigetto.
Conseguentemente, anche alla luce della situazione emergenziale che il Paese sta vivendo, la scrivente auspica l’apertura di un tavolo istituzionale aperto alle sole sigle associative nazionali del comparto NCC, atto a modificare l’attuale l. 21/1992 così come modificata dall’art. 10bis l. 12/2019 e dal c. 1quater art. 29 l. 14/2009, nella considerazione che le richieste di restrizione all’attività del comparto NCC, volute dal settore taxi, fondano poi esclusivamente su un fenomeno di trasmigrazione  di titoli autorizzativi dai più disparati comuni alle grandi città e ciò è stato dovuto da un mancato rilascio di autorizzazioni all’esercizio del noleggio con conducente da parte dei grandi Comuni, nonostante l’aumento della richiesta di mobilità e che tale mancanza è stata da sempre determinata dalle medesime sigle taxi che hanno posto veti all’emissione di detti titoli."

Speranzosi che il Governo voglia finalmente ascoltare la voce degli N.C.C. attendiamo riscontro.

Ilaria de Guz
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le informazioni pubblicate in questa pagina sono di proprietà di A.N.I.Tra.V. chiunque voglia riprodurre anche parte del contenuto sui propri supporti Web e non, è tenuto ad informare la direzione all'indirizzo e-mail anitrav@anitrav.com e riportare in chiaro il link della fonte.


 
 

Notizie Correlate