Tutte le imprese NCC italiane in queste ore sono in attesa di sapere se potranno continuare ad essere presenti o meno nel mercato del trasporto persone, un anno fa il Governo, spinto dalla Lega di Salvini ed in particolar modo da due esponenti leghisti, modificò in modo restrittivo l'attività delle imprese NCC, la modifica, di per se, stracolma di violazioni dei principi costituzionali e comunitari per cui sotto l'occhio delle vaie autorità, obbligò gli operatori del settore ad operare con vincoli territoriali anacronistici, ad adempiere alla stesura di fogli di servizio con indicazioni e dati in violazione delle leggi sulla tutela della Privacy, all'apertura di più sedi operative, con un incremento di costi di gestione spaventosi ed insopportabili per piccole imprese, nei comuni che avevano rilasciato titoli autorizzativi (soggetto con tre autorizzazioni rilasciate da tre comuni diversi doveva avere tre sedi operative e tre rimesse), essere obbligati a lasciare in ciascuna rimessa copia del foglio di servizio autenticato ecc.

Tale situazione ha di fatto portato al blocco delle attività di molte imprese che se fino al dicembre 2018 esercitavano in totale regolarità, improvvisamente diventavano abusive dal 1 gennaio 2019; nella nuova normativa vengono previste delle deroghe per solo chi aveva in essere dei contratti che comunque sarebbero terminati nella loro efficacia a febbraio 2021, prescindendo dalla durata temporale del contratto stesso.

La modifica suddetta determinava l'entrata in vigore di un'altra legge che precedentemente era stata sospesa nell'efficacia per 10 anni a causa delle criticità costituzionali riportate nel dispositivo.

Come tutti sanno le varie Autority competenti hanno bocciato le modifiche di legge (art. 10bis l. 12/2019 e art. 29 c. 1quater l. 14/2009).  AGCM, ART, GPDP (Privacy) hanno prodotto segnalazioni al Governo auspicando una modifica immediata delle nuove regole, la Commissione Europea ha aperto un EUPILOT (9411/2019) nei confronti dello Stato Italiano, molte Regioni si sono opposte a tale nuova normativa al punto di impugnarla presso la Corte Costituzionale ed il 25 febbraio prossimo se ne discuterà nella massima istituzione in Italia (Consulta), la Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome ha inviato al Governo una richiesta di sospensione della norma al fine dell'apertura di un tavolo tecnico per ridefinire la legge sui servizi pubblici non di linea.

E' in tale contesto che in queste ore il Governo si trova dinanzi alla scelta di sospendere o meno gli effetti della nuova normativa, molti emendamenti in tal senso sono stati presentati nelle Commissioni permanenti Prima e Quinta in ambito della conversione a legge del DL 162/2019, molti sono stati esclusi, circa quattro sono rimasti in piedi ed uno in particolare, di fatto sottoscritto in modo trasversale da forze politiche della maggioranza e dell'opposizione.

In queste ore la Categoria NCC è in fibrillazione poichè confida nell'attuale Governo, nella consapevolezza che se anche questi rimarrà sordo alla richiesta di aiuto di circa 60.000 padri e madri di famiglie che vivono di tale lavoro, non rimarrà che chiudere le proprie attività, smettere di contribuire al PIL nazionale, incrementare la disoccupazione in Italia di circa 60.000 unità lavorative e non poter pagare le cartelle esattoriali.

L'A.N.I.Tra.V. in tutto ciò ed anche in questa particolare fase è massima parte attiva cercando di salvare il lavoro di così tanta gente che a confronto di molteplici altre situazioni difficili di lavoratori in Italia rappresenterebbe davvero un'apocalisse per il sistema occupazionale del Paese.

Ci si augura pertanto che il mondo politico dimostri ragionevolezza e sensibilità per il lavoro dei cittadini italiani e proceda nel tutelare questa Categoria da troppo tempo ormai esposta agli attacchi indiscriminati e mirati all'anientamento del settore da parte di chi ritiene di contrastare in modo illegittimo la concorrenza, anche a discapito dell'utenza riferità alla mobilità in Italia; mobilità in continua evoluzione e che oggi richiede nuove regole si ma adeguate alle innovazioni tecnologiche e ad un mercato globalizzato e non certo a principi medioevali quali limiti territoriali per l'esercizio di una attività che, nel caso di specie, ha come peculiarità lo spostarsi da un luogo all'altro, da una città all'altra o dove c'è maggiore richiesta e magari poca offerta, nella consapevolezza poi che imprese di altri Stati appartenenti all'Unione Europea  operano in Italia, con regole più aperte ed in linea con l'evoluzione dei tempi, come ad esempio nelle Regioni italiane confinanti con detti Stati (francesi in Piemonte, tedeschi in Lombardia, Sloveni nel Nord-Est dell'Italia ecc).

Il Governo e la politica faccia ciò che è dovuto e non importa se chi ha cercato di sotterrare il settore Noleggio Con Conducenti potrà protestare con proclami o nella piazza, la politica deve dimostrare che al di là del ricatto c'è un diritto che va oltre, quello di consentire a tutti di vivere del proprio lavoro e che nessuno può pensare di sottrarlo ad altri attraverso un perverso gioco di interessi elettorali od economici e comunque per averne degli immediati benefici privati in barba ad un interesse generale del Paese.

Il Presidente
Mauro Ferri