Nella seduta del Consiglio dei Ministri di ieri il Governo “ha deliberato di rinunciare in modo totale all’impugnativa della legge della Regione Veneto n. 6 del 20 maggio 2025, […], in quanto, le indicazioni fornite dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 163/2025 consentono di ritenere superate le censure di illegittimità rilevate” (qui).
Sebbene fossimo fiduciosi e ci avrebbe fatto piacere stimolare qualche ulteriore considerazione da parte della Corte pensiamo sia comunque un’ottima notizia. Inoltre, grazie alla rinuncia, si cristallizza la legge regionale veneta e si confermano ulteriormente le nostre posizioni rispetto alla forte autonomia regionale nella materia.
Quidi domani di fatto non ci sarà udienza in Corte costituzionale.
Salvini rinuncia al ricorso da parte del Governo, dando enfasi al contenuto della previsione regionale, secondo cui l’obbligo di compilazione del foglio di servizio può essere assolto, semplicemente, “mediante il possesso del contratto o lettera d’incarico […], sia cartacea che elettronica, attestante l’avvenuta ed effettiva prenotazione da parte del cliente, da tenersi a disposizione a cura del conducente per essere esibita agli organi di controllo”.
Un altro schiaffo alla prepotenza e arroganza di quelle rappresentanze taxi che oggi sono in piazza con l'intento di rafforzare il loro monopolio al fine del mantenimento di un illegittimo valore economico della licenza; ora il Governo proceda verso una riforma della legge di settore (taxi-NCC) più liberista e a vantaggio dell'utenza.
Il Presidente
Mauro Ferri