Quest'anno, diversamente dagli anni precedenti a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia Covid-19, non vi è stata la presentazione ufficiale della Relazione Annuale dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a cui è sempre stata invitata A.N.I.Tra.V.
A seguito del compimento dei 30 anni dall'entrata in vigore della legge Antitrust e quindi dell'istituzione della relativa Autorità, i vertici della stessa sono stati ricevuti dal nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed in tale occasione gli hanno presentato la Relazione Annuale riferita all'anno 2019.
Anche nel 2019 l'Autorità ha svolto molteplici procedimenti a tutela della concorrenza e del libero mercato e tra questi le imprese del Noleggio Con Conducente si sono viste più volte interessate. La nostra attività viene ancora colpita sotto il profilo restrittivo sia nella concorrenza che nel libero mercato e ciò viene evidenziato e segnalato al Governo, anche grazie alle molteplici segnalazioni e richieste di parere inoltrate dall'A.N.I.Tra.V.
Nell'ultima relazione vi è addirittura un focus dedicato prettamente al settore N.C.C. che di seguito riportiamo interamente:

"L’Autorità, nel corso degli ultimi anni, ha rilevato in diverse occasioni l’opportunità di rivedere la regolazione del mercato dei servizi di trasporto non di linea di persone, disciplinati dalla legge 15 gennaio 1992, n. 21 (Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea), con l’obiettivo, fra gli altri, di favorire la diffusione delle nuove tecnologie digitali fra gli operatori di mercato che offrono tali servizi. In particolare, l’Autorità ha chiesto più volte (ex multis, AS501, AS683, AS1137, AS1122, AS1354) una riforma che operi un alleggerimento della regolazione esistente, ad esempio disponendo una maggiore flessibilità operativa per i soggetti dotati di licenza taxi ed eliminando le disposizioni che limitano su base territoriale l’attività degli operatori NCC, ciò al fine di equiparare dal lato dell’offerta gli operatori dotati di licenza taxi e quelli dotati di autorizzazione NCC e facilitare lo sviluppo di forme di servizio più innovative e benefiche per i consumatori (come, ad esempio, Uber black e Mytaxi). I recenti interventi dell’Autorità sono rimasti, tuttavia, inascoltati: si ricorda, a tal proposito, che la Legge annuale per il mercato e la concorrenza (l. 124/2017), approvata nell’agosto del 2017, conteneva una delega al Governo per la revisione della disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea. Tale delega, tuttavia, non è mai stata esercitata. Al contrario, il legislatore ha recentemente approvato alcune norme che confermano e incrementano le restrizioni concorrenziali ai servizi di NCC: si tratta, in particolare, dell’art. 10-bis del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, il c.d. “Decreto semplificazioni”), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, l. 12/2019, che ha modificato parzialmente la l. 21/1992, introducendo nuovi vincoli all’attività di NCC. In particolare, ad avviso dell’Autorità i vincoli relativi alle modalità di ricevimento di una prenotazione, quelli territoriali e quelli organizzativi risultano particolarmente anacronistici in un contesto in cui si sta rapidamente diffondendo l’uso di app che consentono un’immediata intermediazione fra domanda e offerta, e il cui utilizzo, paradossalmente, è adesso previsto dalla legge in questione, almeno per alcune attività (come il ricevimento delle prenotazioni). In altre parole, i vincoli tradizionalmente imposti alle imprese che forniscono servizi di NCC, e quelli introdotti o confermati anche dalle più recenti modifiche apportate alla l. 21/1992, impediscono al settore di beneficiare delle efficienze connesse all’uso servizi tecnologici e delle piattaforme digitali; tali inefficienze portano a una mancata riduzione dei prezzi dei servizi offerti, con un danno per i consumatori stimabile in circa 115 milioni di euro l’anno. L’Autorità, pertanto, ha recentemente auspicato – anche alla luce del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che dovrà essere emanato ai sensi del citato “Decreto Semplificazioni” – che il legislatore avvii una profonda riforma di tutto il comparto dei servizi di trasporto non di linea, che abbia come punti cardine l’equiparazione tra servizi offerti dai taxi e le altre forme di mobilità non di linea e l’ingresso nel settore di nuovi servizi a forte contenuto tecnologico che agevolino l’incontro fra domanda e offerta. Per favorire questo processo, di liberalizzazione, l’Autorità ha anche suggerito la previsione di misure compensative per gli operatori, quali ad esempio i tassisti, che, essendo gravati da obblighi di servizio pubblico, possono essere maggiormente sfavoriti dall’ingresso di nuovi player".
A seguito dell'ultima Relazione Annuale dell'AGCM, il nostro Presidente Mauro Ferri ha così commentato: " Rileggendo le varie dichiarazioni dell'Autority per la concorrenza, Organo indipendente ma che opera in stretta collaborazione con il Governo che ne nomina i componenti, non si riesce a capire il perchè le segnalazioni e le indicazioni inviate a quest'ultimo, come nel caso degli NCC, non vengano minimamente prese in considerazione. Sono ben 12 anni che l'AGCM "auspica" una riforma sostanziale e radicale della legge 15 gennaio 1992 n. 21 in forza di una maggiore concorrenza a vantaggio dei consumatori, ma anche a sostegno dei livelli occupazionali e delle imprese del settore. Nonostante tutto, l'AGCM, una fonte certa e terza alle due parti da sempre in contenzioso, taxi e NCC, non viene ascoltata, come d'altronde la voce delle imprese del settore NCC, che da sempre chiedono al Governo di essere parte in causa nella rivisitazione della normativa di settore. Vengono invece ascoltati i rocamboleschi teoremi dei rappresentanti sindacali del settore taxi e di un'unica sigla sindacale degli ncc romani, che intervengono sistematicamente sul Governo, al solo fine di eliminare  gli NCC dal mercato del trasporto persone nelle grandi città, come ad esempio Roma e Milano, per tenere alto un illegittimo valore economico del proprio titolo autorizzativo, mantenendo così il monopolio  a scapito dei consumatori. Vorrei davvero una risposta dall'attuale Governo e dalla politica, per capire se l'interesse privato di certi soggetti sia più forte dell'interesse generale auspicato anche dal Garante della tutela della mercato e della concorrenza."

Cogliamo l'occasione per complimentarci con l'AGCM per l'attività svolta, per il compimento del 30° anniversario e per la nuova attestazione ottenuta dalla Commissione Europea nel maggio scorso, a riconoscimento dell'azione di contrasto effettuata verso molteplici scorrete condotte poste in essere da talune imprese proprio in concomitanza con il nascere dell'ancora attuale pandemia.

Ilaria de Guz
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