Si è tenuta presso la Camera dei Deputati la consueta Relazione annuale dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il neo eletto Presidente AGCM, Roberto Rustichelli, con estrema semplicità e chiarezza ha illustrato il resoconto delle attività dell'Antitrust nel corso dell'anno 2018.

Il Presidente Mauro Ferri, su invito dell'Autority, ha partecipato al convegno  che ha seguito con estrema attenzione, ritenendo di estrema importanza i seguenti passaggi illustrati dal presidente AGCM:

"I Paesi più colpiti da questo clima di incertezza sono quelli più orientati all’export, come Germania, Italia e Olanda, che nel corso del 2018 hanno visto rallentare la crescita del proprio Pil, il cui aumento si è rivelato più contenuto delle stime dell’anno precedente. Tuttavia, a questo fattore esogeno se ne aggiungono altri prettamente endogeni, come ad esempio il fatto che il ritmo di crescita dell’economia europea non è ancora omogeneo: non tutti i Paesi dell’Unione, infatti, riescono a beneficiare nello stesso modo della crescita economica, a causa di tassi di disoccupazione e reddito pro-capite non ancora tornati ai livelli pre-crisi. Inoltre, il tasso di crescita della produttività risulta essere ancora generalmente basso, penalizzato dal tasso di diffusione delle tecnologie digitali, che è ancora piuttosto contenuto rispetto ad altre economie occidentali. In particolare, la crescita della produttività risulta ancora rallentata soprattutto nel comparto dei servizi, dove oggi si crea la maggior parte dei nuovi posti di lavoro; inoltre, poiché le imprese maggiormente produttive sono riuscite, negli ultimi anni, ad aumentare ulteriormente la propria produttività, mentre quelle meno produttive stanno attraversando una fase di stagnazione, si rileva una progressiva accentuazione delle disparità fra le imprese con un diverso livello di efficienza anche all’interno dello stesso comparto. Diviene quindi opportuno elaborare politiche che permettano di raggiungere una crescita economica più omogena, diffusa e inclusiva: tali politiche sono necessarie a evitare che la ripresa economica sia l’occasione per aumentare le disparità fra i cittadini e che l’eventuale diffondersi di nuove crisi economiche produca gravi shock asimmetrici fra i vari Paesi."

"Eppure, nonostante i vantaggi indiscussi, mercato e concorrenza non godono più del favore del passato e sono oggi sottoposti a critiche crescenti. La globalizzazione, per lungo tempo vissuta come fonte di crescita e di benessere senza fine, ha manifestato sempre più l’altro volto: quello di un processo che, se non adeguatamente controllato, racchiude in sé pericolose insidie che possono minare alla radice i sistemi economici e spezzare le catene della solidarietà. Anche quel fondamentale processo che in Europa ha portato all’instaurazione di un mercato interno senza barriere tra gli Stati membri e basato sulla libera circolazione delle persone, dei capitali, delle merci e dei servizi, ha perso slancio e spinta propulsiva. Di fronte a valori ed obiettivi fino a ieri celebrati come vessilli di prosperità e benessere (l’allargamento dei mercati, il mercato unico, la moneta europea) emergono oggi dubbi ed incertezze. Il rischio non secondario è che tutto ciò venga vissuto come un tradimento e come il frantumarsi di una promessa, innescando pericolose spirali protezionistiche. E’ essenziale, dunque, ricostruire il consenso intorno al mercato unico. Su questo terreno, l’Europa e i governi nazionali possono e devono fare di più: innanzitutto rimuovendo quelle asimmetrie e distorsioni competitive che impediscono ad esso di funzionare correttamente a beneficio di tutti." 


"E’ fondamentale che il nuovo assetto politico-istituzionale si faccia carico di tali criticità, nella consapevolezza che altrimenti la libera concorrenza è destinata a rimanere solo un valore astratto. Al contempo, deve essere chiaro che la stessa libera concorrenza non è un valore assoluto e soverchiante tutti gli altri, ma un valore da coordinare ed armonizzare con gli altri obiettivi di interesse generale. Bisogna, ad esempio, considerare che il consumatore è, al contempo, anche un lavoratore e un contribuente, per cui occorre sempre compiere una valutazione a tutto tondo degli effetti dell’emanando provvedimento, per evitare che lo stesso arrechi, di fatto, al cittadino (ma lo stesso vale per l’impresa) più danni che benefici. E’ necessario, in definitiva, superare gli egoismi nazionali e recuperare un autentico spirito di solidarietà tra gli Stati." 

Segreteria di Presidenza
Ilaria De Guz

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