Questa la mail inviata dal nostro Presidente alle Autorità di competenza relativamente alla vicenda "comma 1 quater"

Da:
ANITRAV PEC [mailto:info@pec.www.anitrav.com

Inviato: venerdì 22 novembre 2013 20:09
A: 'centromessaggi@governo.it'; 'segreteria.ministro@pec.mit.gov.it'; 'segreteria.ministro@mise.gov.it'
Oggetto: scadenza termini proroga sospensiva efficacia attuativa comma 1 quater, art. 29, DL 207/2008 , conv in legge 27 febbraio 2009 n 14
Priorità: Alta

 

Ill.mo

Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Enrico Letta

 

Egr.

Ministro delle Infrastrutture e Trasporti

On Maurizio Lupi

 

Egr.

Ministro dello Sviluppo Economico

On Flavio Zanonato

 

            Illustrissimi in indirizzo,

la scrivente Associazione Nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori, rappresentante le imprese esercenti attività di noleggio con conducente (di seguito ncc), con la presente intende manifestare la grande preoccupazione delle circa 80.000 aziende del settore, che da cinque anni vedono la propria sorte legata all’entrata in vigore o meno di una modifica apportata alla Legge Quadro per gli autoservizi pubblici non di linea (Legge 15 gennaio 1992 n 21); la norma che ha modificato  la Legge di riferimento di migliaia di operatori del settore ncc, nello stesso giorno di conversione in Legge (comma 1 quater, art. 29, Legge 27 febbraio 2009 n 14) è stata sospesa nell’efficacia attuativa per palesi criticità di carattere costituzionale e comunitario e da cinque anni tale sospensione viene di volta in volta prorogata, ultimo termine il 31/12/2013.

 

         Seppur vero è che tali provvedimenti di sospensione della norma hanno sino ad oggi consentito alle imprese di operare più o meno serenamente, è altrettanto vero che tale situazione ha generato un caos interpretativo della norma in tutto il territorio nazionale con situazioni molto difficili da gestire, sia da parte di operatori del settore, che si sono visti revocare titoli autorizzativi, che da parte delle varie Amministrazioni Pubbliche (comuni e regioni) che a loro volta dopo atti di revoca hanno dovuto soccombere a sentenze dei vari Tribunali Amministrativi Regionali con onere di spese e risarcimento di danni arrecati, per l’applicazione di una Legge sospesa nell’efficacia attuativa dai vari Governi che di volta in volta si sono susseguiti dal 2008 ad oggi.

 

         Crediamo che sia giunta l’ora di dare soluzione al problema generato dalla disattenzione della politica nei confronti di questo segmento produttivo italiano, anche alla luce dei vari interventi dell’AGCM, delle relazioni illustrative emesse dalla Commissione IX della Camera dei Deputati nei vari provvedimenti di proroghe delle sospensive, nonché della sentenza 264/2013 della Corte Costituzionale Italiana che ha nuovamente sancito il divieto di porre misure protezionistiche che incidano sulla “libertà di stabilimento”, nonché il divieto per Stato e Regioni di subordinare “l’accesso ad una attività di servizi o il suo esercizio sul loro territorio al rispetto di  requisiti discriminatori fondati direttamente o indirettamente sulla cittadinanza o, per quanto riguarda le società, sull’ubicazione della sede legale, ……”.

 

         Nella stessa sentenza la Corte Costituzionale ribadisce che “l’accesso ad un’attività di servizi o il suo esercizio in uno Stato membro, a titolo principale come a titolo secondario, non dovrebbero quindi essere subordinati a criteri quali il luogo di stabilimento, di residenza, di domicilio o di prestazione principale dell’attività” ed ancora evidenzia che tali subordinazioni costituiscono restrizioni che “comprimono assetti concorrenziali del mercato”, come peraltro già evidenziato dall’AGCM nella segnalazione AS683 del 10 maggio 2010 ed in quella AS948 del 2 luglio 2012.

 

         Orbene anche se la sentenza 264/2013 della Corte Costituzionale non menziona espressamente il comma 1 quater, art. 29, Legge 27 febbraio 2009 n 14, di fatto però, ne condanna la ratio, in quanto detto comma si sviluppa proprio su identiche restrizioni che “comprimono assetti concorrenziali del mercato”,  subordinando l’esercizio l’attività degli ncc “a criteri quali luogo di stabilimento, residenza e prestazione principale dell’attività”.

 

         Per quanto, nell’interesse non solo delle 80.000 imprese del settore ncc ma anche delle Amministrazioni Pubbliche e delle FF.OO. che sono costrette ad operare nel più totale caos interpretativo in merito alla normativa riguardante gli autoservizi pubblici non di linea, siamo a chiedere l’abrogazione del comma 1 quater dell’art. 29 DL 207/2008, convertito in Legge 27 febbraio 2009 n. 14, e conseguentemente la composizione di un tavolo tecnico di concertazione che provveda alla rivisitazione della Legge 15 gennaio 1992 n. 21 in modo da allinearla ai principi costituzionali e comunitari.

 

         L’abrogazione del suddetto “comma 1 quater” ridarebbe tranquillità alle imprese del settore che da cinque anni hanno bloccato il loro sviluppo (investimenti per mezzi nuovi, assunzione di personale ecc.) per il timore dell’entrata in vigore dello stesso, quindi tale passo favorirebbe non solo l’occupazione ma anche le attività economiche connesse ed il relativo indotto.

 

         Ringraziando per l’attenzione, rimaniamo a disposizione per qualsivoglia ulteriore chiarimento e porgiamo distinti saluti.

 

         Il Presidente

         Mauro Ferri

Allegato :

Sentenza Corte Costituzionale del 6 novembre 2013 n 264

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A.N.I.Tra.V.

Associazione Nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori

P.zza Enrico Dunant, 57 - 00152 Roma

Tel. +390649773231 - Fax +390644701699

mail: presidente@www.anitrav.com

PEC : info@pec.www.anitrav.com

Web: www.anitrav.com

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