Ci chiediamo chi paga i danni che la Polstrada dell'Aquila sta causando alle imprese abruzzesi esercenti attività di noleggio con conducente, i costi di indagini inutili fatte nei confronti di centinaia di noleggiatori contravvenzionati e denunciati per il solo fatto che rimettono le loro autovetture non solo nelle rimesse indicate nell'autorizzazione ma anche e sopratutto in altre rimese situate in altri comuni dove hanno contratti di servizio con enti pubblici o privati risultano essere uno sperpero di denaro pubblico che potrebbe essere indirizzato alla lotta alla criminalità. Riteniamo che siano giusti gli interventi per accertare le modalità di rilascio delle autorizzazioni ncc e licenze taxi ma è assurdo che le Forze dell'Ordine intervengano violando i principi fondamentali dettati dalla Costituzione Italiana, dai Trattati della Comunità Europea e per di più violando la Legge Quadro per i servizi pubblici non di linea.

La gravità di tutto ciò è che la nostra associazione ha più volte scritto alla Polstrada dell'Abruzzo, dando informativa della sospenzione dell'efficacia della modifica alla Legge 21/1992 apportata dal comma 1 quater dell'art. 29 del DL 207/2008 convertito in L 14/2009, ma nonstante ciò questi hanno continuato ad operare come se nulla fosse, senza porsi il minimo dubbio se ciò che noi inviavamo fosse vero o meno, avrebbero dovuto, secondo noi, chiedere una interpretazione autentica al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti sull'applicabilità del suddetto 1 quater ed invece manco per niente, forti del mandato delle certezze della dirigente del Dipartimento della Mobilità della Regione Abruzzo Dott.ssa Maria Antonietta Picardi hanno continuato a fare fermi amministrativi e ad inviare allae Procure abruzzesi segnalazioni di violazioni della legge con ipotesi di reato nei confronti di noleggiatori che non rimettevano le autovetture nelle rimesse situate nei comuni che avevano rilasciato le loro autorizzazioni così come previsto dalla suddetta modifica alla L 21/1992 che invece era ,è e rimane sospesa nella propria efficacia attuativa, cioè non è in vigore.

Un esempio da seguire dovrebbe essere quello della CCIAA di frosinone che nel dubbio dell'efficacia della norma ha posto un quesito al Ministero dei Trasporti il quale ha confermato che il comma 1 quater è da ritenersi non in vigore !!!!!!

Perchè invece la Polstrada Abruzzese non ha proceduto come la CCIAA di Frosinone allorquando l'ANITraV ha posto il problema ??

Chi paga i costi di una operazione di polizia giudiziaria che si sta protraendo da anni e che si basa su una Legge non in vigore ??

Ci auguriamo che prima o poi qualcuno paghi di tasca propria e non con le tasche dei cittadini !!

Il Presidente
Mauro Ferri

Roma lì, 11 gennaio 2013

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