Continua il "pasticcione politico" sulla modifica alla Legge 21/1992, in un mondo che corre verso la globalizzazione e la libertà di impresa il Parlamento italiano preferisce non decidere spostando in avanti il problema e dopo l'intesa MIT/Taxi ecco spuntare un emendamento che rimanda al Governo la decisione se liberalizzare il servizio NCC oppure piegarsi al ricatto dei tassisti per evitare il blocco delle città.

Si vedono già all'orizzonte i bagliori della battaglia per la libertà di impresa da una parte, sostenuta dagli NCC, e il rimando al Medio Evo, fermamente voluto dal mondo taxi; ci aspettano giorni mai sperati e battaglie impossibili da sostenere senza l'apporto ed il supporto degli operatori NCC di tutta Europa.

Un anno di tempo, che diverranno anni,per trovare una soluzione, il Governo darà mandato al MIT e MISE per la costituzione dell'ennesimo tavolo tecnico dove, incontro dopo incontro, si scontreranno idee distanti e contrastanti, saranno giorni terribili per i rappresentanti della categorie NCC e Taxi mentre i soliti politici staranno a guardare e tra qualche anno, tutti saranno, come sempre è accaduto precedentemente, al punto d'inizio.

Gli NCC fermi sulla libertà di impresa e di libera concorrenza, i Taxi fermi sulla operatività territoriale degli NCC.

Poi ci sarà, come già è stato, qualche rappresentante del mondo NCC che pur di farla finita calerà le braghe e cercherà un compromesso sottoscrivendo un qualche protocollo d'intesa con il mondo Taxi, dimenticando il progresso, l'innovazione e il fatto che dal 1992 sono passati circa 25 anni e che mentre in Europa e nel mondo tutto gira su principi di sviluppo economico e concorrenza, lui, l'inciuciatore,  a quell'ora se ne vuole andare a casa e... poi si vedrà, intanto la categoria NCC comunque sopravviverà tra un fermo amministrativo ed una revoca di autorizzazione.

Noi di ANITraV non cederemo un passo e l'unico compromesso che riteniamo accettabile è quello di consentire alle imprese NCC di poter crescere sulla base di principi sani come ad esempio quello di poter accedere all'autorizzazione con un bando di concorso e poi una volta ottenuta, avere la possibilità di operare con tutte le autovetture di cui si abbia bisogno, naturalmente con tutti gli obblighi assicurativi e previdenziali per i dipendenti e con volume di affari adeguato e che giustifichi la tenuta di più autovetture (modello europeo) e naturalmente operare, su contratti di servizio, ove il mercato lo richieda.

Comunque avremo tempo per ragionare su tutto ciò, ora leggete con attenzione la proposta di emendamento presentata al Senato in X Commissione:
 

Proposta di modifica n. 52.0.400 al DDL n. 2085

52.0.400

I RELATORI

Dopo l'articolo aggiungere il seguente:

Art. 53

(Delega al Governo per la revisione della disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea)

        1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministro dello sviluppo economico, previo parere della Conferenza Unificata, un decreto legislativo per la revisione della disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

           a) prevedere una disciplina per gli autoservizi pubblici non di linea che provvedono al trasporto collettivo o individuale di persone, che assicuri agli stessi una funzione complementare e integrativa rispetto ai trasporti pubblici di linea ferroviari, automobilistici, marittimi, lacuali e aerei;

           b) adeguare l'offerta di servizi di cui alla lettera a) ai più moderni standard tecnologici;

           c) regolare la concorrenza e stimolare più elevati standard qualitativi;

           d) assicurare una miglior tutela del consumatore nella fruizione del servizio garantendo una consapevole scelta nell'offerta;

           e) mantenere e sviluppare le competenze regionali e degli enti locali in materia, armonizzandole nel quadro della relativa disciplina;

           f) adeguare il sistema sanzionatorio per le violazioni amministrative, individuando sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione, anche ai fini di contrasto di fenomeni di abusivismo, demandando la competenza per l'irrogazione delle sanzioni amministrative agli enti locali ed evitando sovrapposizioni con altre autorità.

        2. Lo schema di decreto legislativo di cui al comma 1, corredato di relazione tecnica, è trasmesso alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle competenti Commissioni parlamentari, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono richiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di trenta giorni il termine per l'espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia. Decorso il termine previsto per l'espressione del parere parlamentare, o quello eventualmente prorogato, il decreto può essere comunque adottato. Il Governo, qualora non intenda conformarsi al parere parlamentare, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione perché su di esso sia espresso il parere delle competenti Commissioni parlamentari entro trenta giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può comunque essere adottato in via definitiva.

        3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo, con la procedura ivi prevista e nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui al comma 3, può emanare disposizioni correttive e integrative del medesimo decreto legislativo.

        4. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dovendosi provvedere con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.».

Il Presidente
Mauro Ferri

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