penso e protesto

Riportiamo senza commentare l'articolo apparso sul social web "Passione Tecno"

Stretta sugli Ncc, controlli più severi per entrare in città

 

 

A Roma ci sono migliaia di pulmini a noleggio con
conducente che portano a spasso i turisti. Un giro d’affari milionario ormai fuori controllo, come dimostrato anche in alcune inchieste della magistratura. Ma ora a stabilire i nuovi criteri e a tentare di colmare alcuni vuoti legislativi sarà, una volta approvata, la delibera firmata dall’assessore Guido Improta, già sul tavolo della giunta. La prima regola che gli Ncc in entrata a Roma dovranno rispettare sarà «avere un committente», ovvero qualcuno che abbia prenotato l’auto, per evitare una volta per tutte la possibilità per un noleggiatore di caricare i clienti lungo il tragitto, come un normale taxi. Una giungla, quella romana, composta da migliaia di minivan che ogni giorno attraversano la città con autorizzazioni rilasciate da altri Comuni, non solo del Lazio. Ci sono pulmini con licenze calabresi, siciliane, toscane, abruzzesi. Autisti che hanno garage o rimessa distante centinaia di chilometri dalla città, che trovano conveniente (almeno sulla carta) venire ogni giorno a Roma a portare il cliente per poi fare rientro una volta terminata la prenotazione, facendo sorgere il sospetto di non lasciare realmente la Capitale a fine servizio.
I NUMERI
E ci sono, poi, gli Ncc con autorizzazioni rilasciate da Roma Capitale, appena 1.024, sui circa 8mila complessivi che frequentano la città. Di questi ultimi, l’Agenzia della mobilità ne ha «limati» circa 3mila negli ultimi mesi, togliendo dai database di accesso alla Ztl le targhe associate a licenze ritirate, o finite sotto processo, sequestrate, o in odore di truffa e tangenti visto che sono decine i processi a carico di autisti e amministrazioni pubbliche nelle Procure di mezza Italia. Tanto che oggi le targhe autorizzate a entrare in Ztl sono scese a circa 3.400 unità. Anche questi noleggiatori, però, dovranno rispettare le nuove regole. Ci saranno sostanzialmente due tipologie di noleggio. E chi avrà un contratto a tempo determinato, di un mese, o un anno, con un committente, dovrà comunicarlo ad Agenzia della Mobilità che rilascerà il permesso di accesso alla Ztl e al territorio di Roma Capitale. Tutti gli altri (quelli per così dire giornalieri) dovranno rispettare (per ogni servizio) gli otto punti previsti nel documento del Campidoglio. L’accesso sarà subordinato alla preventiva comunicazione di alcuni dati, come quelli anagrafici del titolare dell’autorizzazione Ncc, il numero della licenza e il nome del Comune che ha rilasciato il titolo e la data di scadenza.
GARANZIELiberiamo roma Marino
Dovrà essere comunicata anche l’ubicazione della sede del vettore e della relativa rimessa, oltre ai dati sull’iscrizione al ruolo conducenti, alla Camera di commercio e la targa dell’auto associata alla licenza. Se il conducente sarà diverso dal titolare, andrà comunicato il nominativo e il contratto di collaborazione. Questo per evitare i contratti fasulli che oggi girano nel mondo degli Ncc, stilati ad hoc per aggirare la legge. Gli ultimi due punti, invece, sono più severi. Riguardano l’orario, il luogo di inizio del servizio e il chilometraggio di partenza, nonché i dati del committente del servizio, che saranno custoditi per 48 ore in una banca dati di Roma per la Mobilità, per poi essere distrutti evitando così problemi di Privacy. In questo modo, spiegano dal Campidoglio, si potranno controllare i tempi di percorrenza delle vetture.
1.024
le vetture con autorizzazione rilasciata da Roma Capitale
Ogni autista potrà lavorare, come previsto dal contratto nazionale di lavoro. Il vettore che arriverà dalla Calabria o dalla Sicilia, o dal Comune dell’Abruzzo sperduto, dovrà dimostrare di stare entro i tempi di lavoro stabiliti.
A controllare il rispetto delle nuove norme sarà la polizia municipale, delegata dal Campidoglio all’attività sanzionatoria. Ovviamente a meno di qualche ricorso al Tar sulla delibera, a cui qualcuno sta già pensando, che potrebbe congelare il provvedimento.

 
21 giugno 2014

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