La stratregia della tensione alimentata da anni da parte di taluni personaggi che ingannevolmente predicano contro fantomatici noleggiatori abusivi che operano a Roma provenendo da altri comuni ha già portato tra la categoria ncc la perdita di un collega, Pasquale Leonardo, vittima non del pugno mortale di un tassista  bensì di una campagna denigratoria nei confronti di una categoria, portata avanti in modo scellarato da parte di detti personaggi.

Loreno Bittarelli sa bene che gli operatori ncc che lavorano a Roma con autorizzazioni rilasciate da altri comuni sono cittadini romani,costretti a reperire autorizzazioni fuori comune, e comunque regolari, per l'attività lobbistica  svolta dalle organizzazioni sindacali dei tassisti che da sempre hanno tenuto sotto ricatto il Comune di Roma micciando il blocco della città, se questi avesse rilasciato ulteriori autorizzazioni ncc o licenze taxi.

  Il rapporto tra licenze taxi e autorizzazioni ncc a Roma è sconcertante, oltre 7.000 taxi contro solo 1.000 autorizzazioni ncc, non è un pochino strano per una città in cui si muovono oltre sei milioni di persone ?

L'ottusità del sindaco Alemanno che fa proclami a favore dei tassisti romani, in modo quasi morboso, di certo non aiutano a stemperare la tensione che  sta montando e che si respira in città ,sollecitata ed istigata da atteggiamenti irresponsabili.

Sagge invece  le dichiarazioni della Governatrice della Regione Lazio, Renata Polverini atte a stemperare anzichè ad incendiare le piazze.

Ci auguriamo che il Prefetto di Roma predisponga nei prossimi giorni un maggior pattugliamento della città da parte delle Forze dell'Ordine, in particolarepresso stazioni, porti e aeroporti, in modo da tutelare il lavoro e  la sicurezza personale di tassisti, noleggiatori e passeggeri

Un invito alle Autorità a vigilare e prendere seri provvedimenti nei confronti di chiunque istighi alla violenza.

PER NON DIMENTICARE

Riportiamo l'articolo del CORRIERE DELLA SERA dopo l'uccisione del collega Pasquale Leonardo.

"PASQUALE UCCISO PER UNA MANCIATA DI EURO"

La dura omelia del frate cappuccino: «Una fine insensata, nulla di umano»
Dare la morte «per una manciata di euro», come dice nell'omelia padre Carmine De Filippis, superiore dei frati
cappuccini di San Lorenzo fuori le Mura. Morte «assurda», «frutto di un'irrazionalità insensata», «che non ha niente
di logico e di umano», dice il frate commosso dentro alla grande basilica del Verano, piena degli amici e dei colleghi
di Pasquale Leonardo, autonoleggiatore, ammazzato a 44 anni dal pugno di un tassista disgraziato e disperato,
Alessandro Migliazza, che quella «manciata di euro» voleva solo per sé. Vittima innocente, Leonardo, dell'ultima
follia, dell'ultima guerra metropolitana che vede a Roma schierate di fronte due categorie che dalla strada oggi
ricavano da vivere. Tassisti e noleggiatori. È la guerra delle licenze, la caccia feroce agli agognatissimi clienti, guerra
esasperata ora ancor di più dal vento selvaggio delle liberalizzazioni, che ha iniziato a soffiare seminando paure e
nuove incertezze tra i lavoratori.
Già, la strada. «Ma io solo sono la via, la verità e la vita», ammonisce padre Carmine citando il Vangelo di Giovanni
e guardando, impietosito, verso il banco dove siede Emanuela, la moglie di Pasquale, consolata invano dai due figli
grandi. Ci sono decine di noleggiatori, con le loro belle macchine Ncc parcheggiate fuori, scure o argentate: sembra il
funerale di un'autorità. È venuto anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni e l'assessore capitolino ai trasporti, Mauro
Calamante: il momento in città è delicato, bisognerà trovare a tutti i costi una mediazione, lavoro e guadagno per
tutti. Altrimenti, la guerra tra poveri rischierà di scatenarsi sul serio.
È importante, però, che al cimitero del Verano in questo venerdì gelido e carico di nubi, a rendere omaggio alla salma
del povero noleggiatore morto dopo 13 giorni di agonia per quel pestaggio infame, siano venuti anche dei tassisti:
Daniele Laudonio della cooperativa 6645, Maura Tirillò della Cna Taxi di Roma e Davide Bologna dell'Ait, il fratello
di «Spartacus», cioè Carlo Bologna, antico portabandiera delle istanze dei tassinari romani e fresco contestatore del
premier Romano Prodi, accolto a base di fischi recentemente fuori dall'Hotel Plaza di via del Corso.
Ci sono, poi, le corone di fiori di «Samarcanda», «Pronto Taxi», «Pianeta Taxi» e quella dell'Hotel Hiberia di via
XXIV Maggio, l'albergo di fronte al quale Migliazza, ora in carcere, il 7 dicembre scorso s'avventò contro il
noleggiatore, accampando la pretesa di caricare lui le due turiste olandesi, clienti dell'hotel, che Leonardo avrebbe
dovuto accompagnare in aeroporto in base alla convenzione con l'Hiberia.
É questo, il punto: i tassisti sostengono che i circa 3 mila noleggiatori in circolazione rubano loro il lavoro già scarso.
I noleggiatori, però, ribattono che a Roma «c'è lavoro per tutti», perchè «ci sono i palazzi della politica, c'è il cinema,
ci sono 20 milioni di turisti all'anno» e insomma, volendo, ognuno avrebbe di che vivere. La discussione s'accende
perfino sulla piazza, all'esterno, a testimonianza della gravità del problema. Intanto, come sottolinea il consigliere
regionale Donato Robilotta, presente anche lui alle esequie, il sacrificio di Pasquale Leonardo è servito almeno a
cancellare con l'ultima Finanziaria della Pisana la «legge Gargano» (dal nome del politico già arrestato per lo
scandalo di Lady Asl) che impediva agli autonoleggiatori con le licenze prese fuori Roma di lavorare in città. Non
solo: Robilotta annuncia che l'assessore regionale alla mobilità, Fabio Ciani, presto rivedrà l'intera legge sul trasporto
pubblico locale e questo, magari, porterà benefici a tutti.
«Pasquale vive», hanno scritto su uno striscione fuori dalla basilica i colleghi: Lasa, Federnoleggio, Anc, Anitrav.
Tutte le sigle della categoria sono presenti. Qualcuno raccoglie in un cesto offerte per sostenere la famiglia Leonardo
e «finanziare le spese legali affinchè chi ha dato la morte paghi il giusto prezzo». «È un momento bruttissimo - dice
andando via Maura Tirillò, presidente di Cna Taxi Roma - . È ora di stabilire nuove regole per superare questa
situazione di tensione». Veltroni non parla. Calamante neppure. Quando la bara esce dalla basilica, un grande
applauso saluta per l'ultima volta Pasquale, «lavoratore buono e onesto - come ha detto padre Carmine - ucciso per
una manciata di euro».



Il Presidente
Mauro Ferri





 

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