Dal Link dell'On. Ivan Catalano :http://ivancatalanodep.blogspot.it/2016/05/circolare-della-polizia-stradale-su.html

"Qualche giorno fa, molti taxi milanesi hanno incrociato le braccia, dando vita a unosciopero selvaggio che ha causato numerosi disagi a milanesi e turisti. Era stata infatti diffusa la notizia, falsa, che il Ministero dell'Interno avesse dato istruzioni alle Prefetture di non sanzionare più gli autisti Uberpop.
 
Uberpop, di cui ci siamo occupati fin dagli esordi, è un servizio di intermediazione - accessibile tramite l'app Uber - tra la domanda e l'offerta di trasporti di persone tra privati.Come statuito da un ordinanza del Tribunale di Milano della primavera 2015, in Italia non è consentito operare un simile genere di servizio, in quanto la materia del c.d. trasporto pubblico non di linea è coperta da norme pubblicistiche. Fuori dal campo del trasporto di cortesia e del carpooling, gli unici soggetti legittimati a fornire servizi di trasporto di persone con autovetture sono i taxi e gli ncc.
 
Accertata l'abusività intrinseca del servizio Uberpop (e solo di quello), forze di polizia e magistratura hanno dovuto scontrarsi con un dilemma interpretativo, ossia se ci si trovi in presenza di una prestazione abusiva di servizio ncc (con violazione dell'art. 85 del Codice della Strada) o di prestazione abusiva di servizio taxi  (con violazione dell'art. 86 del C.d.S.). La questione non è marginale, in quanto dall'erronea qualificazione discende l'illegittimità, e quindi l'annullamento della sanzione, come già avvenuto nella prassi.
 
Da qui scaturisce la richiesta, inoltrata dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno al Consiglio di Stato, di un parere in materia. La sezione prima, con sentenza 25 novembre 2015, ha esaminato la questione e ha ritenuto che, allo stato, non sia possibile individuare quale delle due norme sia applicabile, in ragione delle differenze che distinguono Uberpop sia dal taxi, sia dall'ncc, e dal suo atteggiarsi come un tertium genus. Preso atto di tale problematica, il Consiglio di Stato si è quindi rivolto direttamente al legislatore, osservando che "la disciplina quadro del servizio pubblico di trasporto non di linea, di fronte alle nuove caratteristiche di mobilità che si sono affermate, mostra i segni del tempo e dello sviluppo dell’innovazione tecnologica, per cui si pone il problema di verificare se, ora come allora, le nuove tipologie di trasporto di persone non di linea, siano ammesse o vietate e, nella prima ipotesi, se siano ad esse applicabili i principi della legge quadro – con le relative sanzioni – oppure se esse siano espressione della libertà contrattuale delle parti. Tale incertezza perdurerà sino a quando il legislatore non interverrà con una disciplina che sia realmente in grado di ricomprendere sotto la propria vigenza tutta la possibile gamma di servizi di trasporto, siano essi da qualificare come pubblici o privati, in relazione alle proprie concrete modalità di svolgimento". Così il massimo organo ausiliario del Governo, nonché organo di vertice della Giustizia amministrativa,  ha dato un'ulteriore, autorevole conferma dell'obsolescenza della Legge n. 21 del 1992.
 
A questo punto, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, con circolare dell'11 maggio scorso, proprio per le ragioni esposte sopra, ha invitato i dirigenti di Polizia Stradale a non contestare più la violazione degli articoli 85 e 86 del C.d.S., ferma restando la contestazione della violazione di cui all'art. 82 C.d.S., che punisce con una sanzione pecuniaria e con la sospensione della carta di circolazione chiunque destini un veicolo per un uso diverso da quello di immatricolazione.
 
Nessuna legalizzazione di Uberpop quindi, ma solo la definizione delle violazioni da contestare o meno, anche al fine di prevenire infiniti rivoli giurisprudenziali. Mi sia consentito di dubitare della buona fede di chi ha artatamente gonfiato e alterato la realtà, diffondendo una notizia falsa e organizzando la conseguente agitazione dei taxi. Si avvicinano le amministrative, e forse qualcuno sentiva il bisogno di mostrare i muscoli e ricordare quanto può essere decisivo il proprio blocco di voti. E' singolare, tra l'altro, che una manifestazione fatta per invocare - impropriamente, ma questo è un altro discorso - la legalità venga posta in essere in grave e flagrante violazione delle norme che regolamentano i fermi nei servizi pubblici. Per cui mi auguro, quantomeno, che l'Autorità Garante provveda a un celere accertamento delle responsabilità e punisca gli organizzatori dell'illecito."

Alleghiamo la circolare del Ministero dell'Interno inviata alle FF.OO. e parere Consiglio di Stato

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