Tutti coloro che frequentano i vari siti che trattano le vicende su taxi/ncc e liberalizzazioni da alcuni giorni hanno a che fare sempre più spesso con un "oggetto non identificato" o meglio con una parolona con cui vengono argomentate dai soliti 4 tassisti romani, amichetti di Gianni Alemanno, le motivazioni per cui le licenze taxi e le autorizzazioni ncc non dovrebbero essere liberalizzate e questa parola è "TPL".

Cosa è il "TPL" ?

Tale sigla normalmente è stata sempre riferita al Trasporto Pubblico di Linea (contrattistica applicata quella degli  autoferrotramvieri), e si riferisce specificatamente a tutte quelle imprese pubbliche ( a partecipazione pubblica, cioè dove la prorpietà è per esempio del Comune, della Provincia o Regione oppure dello Stato , quindi a Roma: ATAC, Trambus, Cotral ecc) che effettuano servizio trasporto persone su linee prestabilite e con orari prestabiliti e forniti dalle Amministrazioni Pubbliche (Comuni, Provincie Regioni).

Nel tempo questo termine si è voluto riferire sempre più al trasporto locale e quindi la trasformazione del significato della parola è stata volutamente riferita alle attività di trasporto effettuate attraverso le linee locali, o meglio alle attività di trasporto persone effettuato e gestito dalle Amministrazioni Pubbliche.

Ora dire che il servizio taxi ed il servizio di ncc rientri nel TPL è una enorme forzatura, poichè tali servizi oltre a non effetture servizi di linea (orari e percorsi programmati), rientrano nel grande sistema delle attività economiche private, nelle attività ove è previsto che l'imprenditore (ncc) o l'artigiano (taxi) sostenga il "rischio di impresa" che significa che se nella attività imprenditoriale ci fosse un buco di bilancio questo deve essere ripianato dallo stesso tassista o noleggiatore, mentre nelle attività che  sono a partecipazione pubblica i buchi di bilancio vengono ripianati dalla Amministrazione Pubblica e quindi datutti i cittadini.

Trasporto Pubblico Locale (o di Linea) significa non già Trasporto del pubblico locale inteso come passeggeri di quel comune o di quella regione, la parola "pubblico" nel TPL non è riferita alla gente che sale sul bus o sul taxi o sulla metropolitana, ma il concetto di "pubblico" è riferito alla partecipazione azionaria detenuta da un ente o amministrazione pubblica, che significa che ogni cittadino paga affinchè nel proprio comune ci siano dei mezzi di trasporto.
Il Presidente
Mauro Ferri

 

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